Divertimento a Tel Aviv
Non solo misticismo e spiritualità nell'affascinante Israele: a Tel Aviv si alternano storia e modernità, sapere e svago. Di giorno e di notte.
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E’ la Collina della Primavera, come il suo nome ebraico suggerisce: parliamo di Tel Aviv, città israeliana sul Mar Mediterraneo, nonché centro dell’area metropolitana più grande e popolosa in Israele. Modernità e frenesia son qui poco distanti dal misticismo e dal clima di devozione della vicina Gerusalemme. Nella città “giovane” di Israele, i consigli turistici in 3 tappe per non farsi mancare davvero nulla, dalla cultura al divertimento.
Prima tappa ad Ein Bokek, sulle rive del Mar Morto, nella depressione più profonda della Terra, a circa 400 metri sotto il livello del mare. Qui le acque sono molto salate e molto dense: non vi nuotano difatti né pesci né altre forme vegetali.
Seconda tappa: visita a due dei siti archeologici più interessanti del Paese: il primo è la Fortezza di Masada, dove il re Erode il Grande nel 30 a.C. fece erigere una fortificazione inespugnabile, della quale fanno parte una quarantina di torri alte più di venti metri. Grazie agli scavi compiuti a partire dagli anni '60, sono state riportate alla luce le vestigia dell'antica fortezza: resti dei campi militari romani, mosaici, bagni e massi di pietra utilizzati dalle catapulte poste a difesa delle fortificazioni. Una piccola sinagoga è l’unico segno tramandatoci dall’occupazione zelota, mentre risale al quinto secolo una basilica fatta edificare da monaci penitenziali. Il secondo sito archeologico, quello del Qumran, si dice sia stato abitato, tra il secondo e il primo secolo a.C., dalla setta ebraica degli asceti Esseni, dove nel 1947 furono trovati i Manoscritti del Mar Morto.
Per la terza tappa, dopo una full immersion nella storia e nelle culture del luogo, è giunto il momento di dedicarsi ad un po’ di svago e di relax per il centro. Si può scegliere tra una passeggiata a pieni polmoni allo HaYarkon Park, od una sontuosa colazione al Porto di Tel Aviv, uno dei posti più belli della città, od ancora optare per dell’insano shopping nel Gan HaHashmall, tra boutique di lusso seppur a prezzi contenuti. Per un piccolo break, c’è lo yogurt gelato -usanza molto praticata in città- del “Tamara yogurt”, magari da consumare su qualche panchina del centro. Se invece la fame si fa davvero sentire, meglio abbandonarsi agli chef del “Goocha” per una cena a base di pesce. Per l’ultima notte prima della partenza, ci si può concedere un po’ di follia alcoolica con un cocktail al “Gazoz”, nel cuore della città, accompagnato da tanta buona musica.
Prima tappa ad Ein Bokek, sulle rive del Mar Morto, nella depressione più profonda della Terra, a circa 400 metri sotto il livello del mare. Qui le acque sono molto salate e molto dense: non vi nuotano difatti né pesci né altre forme vegetali.
Seconda tappa: visita a due dei siti archeologici più interessanti del Paese: il primo è la Fortezza di Masada, dove il re Erode il Grande nel 30 a.C. fece erigere una fortificazione inespugnabile, della quale fanno parte una quarantina di torri alte più di venti metri. Grazie agli scavi compiuti a partire dagli anni '60, sono state riportate alla luce le vestigia dell'antica fortezza: resti dei campi militari romani, mosaici, bagni e massi di pietra utilizzati dalle catapulte poste a difesa delle fortificazioni. Una piccola sinagoga è l’unico segno tramandatoci dall’occupazione zelota, mentre risale al quinto secolo una basilica fatta edificare da monaci penitenziali. Il secondo sito archeologico, quello del Qumran, si dice sia stato abitato, tra il secondo e il primo secolo a.C., dalla setta ebraica degli asceti Esseni, dove nel 1947 furono trovati i Manoscritti del Mar Morto.
Per la terza tappa, dopo una full immersion nella storia e nelle culture del luogo, è giunto il momento di dedicarsi ad un po’ di svago e di relax per il centro. Si può scegliere tra una passeggiata a pieni polmoni allo HaYarkon Park, od una sontuosa colazione al Porto di Tel Aviv, uno dei posti più belli della città, od ancora optare per dell’insano shopping nel Gan HaHashmall, tra boutique di lusso seppur a prezzi contenuti. Per un piccolo break, c’è lo yogurt gelato -usanza molto praticata in città- del “Tamara yogurt”, magari da consumare su qualche panchina del centro. Se invece la fame si fa davvero sentire, meglio abbandonarsi agli chef del “Goocha” per una cena a base di pesce. Per l’ultima notte prima della partenza, ci si può concedere un po’ di follia alcoolica con un cocktail al “Gazoz”, nel cuore della città, accompagnato da tanta buona musica.
Francesco Salvatore Cagnazzo - Nexta
| Data: 28/2/2011 | Visto: 5049 |
Tutto su: tel aviv viaggi / tel aviv israele / tel aviv siti archeologici / tel aviv locali night / tel aviv palazzi
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