Uno strano benvenuto!
Viaggiatori del mondo, attenti! Se qualcuno vi farà la linguaccia o vi offrirà nastri particolari, non offendetevi... è solo un benvenuto!
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Paese che vai… benvenuto che trovi! Anche se l'accoglienza che riceverete in alcuni Paesi potrà sembrarvi strana, la sacralità dell’ospite è per molti uno dei principi base della convivialità ed ecco come imparare a riconoscerli senza restare a bocca aperta!
Modi davvero particolari di aprirsi agli stranieri, retaggi di antiche culure, ma... rigorosamente da tenere a mente se state partendo per mete lontane! Cose che per noi italiani potrebbero sembrare quantomeno strane, sono invece parte di antichissime ritualità che vengono conservate e tramandate nel tempo. E per i “travellers” è bene esserne a conoscenza, evitando così da parte vostra gesti irrispettosi nei riguardi del Paese che vi accoglie!
Un esempio? In Mongolia gli abitanti quando accolgono ospiti in casa, offrono sempre un hada, una bellissima striscia di seta o di cotone.Non si tratta quindi di un modo per farvi partecipare a qualche strano gioco erotico. Il vostro ringraziamento rispetto a questo simbolico benvenuto dovrà essere un leggero inchino in segno di rispetto. Il namasté è un saluto originario di zone quali India e Nepal, accompagnato da un congiungimento delle mani e un inchino del capo.
Più famoso il gesto della Groenlandia, che vede tra le forme di saluto lo sfregamento del naso dell’altra persona. Se invece doveste trovarvi dinanzi ad un Masai ecco che non vi sembrerà strano veder effettuare riti particolarissimi quali la danza del salto.
Se l’inchino sembra una forma piuttosto comune di saluto o benvenuto tra i Paesi orientali, è bene riconoscerne le differenze. Mentre in Cina è doveroso tenere le mani giunte al petto, in Thailandia il grado di rispetto deriva dalla posizione. In Giappone in alcuni casi è invece opportuno inginocchiarsi in segno di sommo rispetto. Passiamo alla Nuova Zelanda ed ecco che l’hongi, la cerimonia di benvenuto, consiste nel toccare con fronte e naso la fronte ed il naso di chi si ha di fronte. Ma ancor più esilarante è l’accoglienza tibetana, in cui per dare il benvenuto all’ospite si tira fuori la lingua. Onde evitare gesti a loro parere maleducati, è sempre opportuno informarsi quindi su usanze e riti del Paese che si sta andando a visitare, le cui modalità sono parte integrante della cultura di fondo!
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Se l’inchino sembra una forma piuttosto comune di saluto o benvenuto tra i Paesi orientali, è bene riconoscerne le differenze. Mentre in Cina è doveroso tenere le mani giunte al petto, in Thailandia il grado di rispetto deriva dalla posizione. In Giappone in alcuni casi è invece opportuno inginocchiarsi in segno di sommo rispetto. Passiamo alla Nuova Zelanda ed ecco che l’hongi, la cerimonia di benvenuto, consiste nel toccare con fronte e naso la fronte ed il naso di chi si ha di fronte. Ma ancor più esilarante è l’accoglienza tibetana, in cui per dare il benvenuto all’ospite si tira fuori la lingua. Onde evitare gesti a loro parere maleducati, è sempre opportuno informarsi quindi su usanze e riti del Paese che si sta andando a visitare, le cui modalità sono parte integrante della cultura di fondo!
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Laura Petringa - Nexta
| Data: 9/12/2011 | Visto: 3664 |
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