Lo smog oscura la Cina
A confermare il problema inquinamento in Cina anche le foto dal satellite. Voli cancellati, lamentele dei cittadini, pericolo salute.
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L’inquinamento in Cina è ormai sotto gli occhi di tutti. Voli cancellati, paure per malattie, voci di protesta. Poi, ciliegina sulla torta, le foto dal satellite che stanno girando sulla rete, scattate dalla Nasa, che lasciano senza parole. Le polveri sottili e quelle sottilissime, le pm10 come le pm2,5, sono talmente piccole che si insinuano nell’organismo umano provocando danni a lungo termine dalla portata incalcolabile.
Il problema inquinamento si vive (e si respira) soprattutto a Pechino e in una vasta area della pianura settentrionale del Paese. Le cause sono diverse: le centrali a carbone, il preoccupante numero (sempre in crescita) di industrie, il traffico automobilistico. Solo nel 2011 sono state calcolate oltre 240.000 vetture, che vanno ad aggiungersi ai circa cinque milioni che circolavano di già per le strade. Secondo alcune recenti stime, l’aria malsana si dovrà respirare per almeno altri 20-30 anni.
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E la paura per la salute dell’uomo (non solo orientale) comincia a farsi sentire in tutto il mondo. Il Nasa Earth Observatory, che ha pubblicato le foto satellitari, sottolinea che, se le autorità della municipalità di Pechino hanno da poco iniziato a pubblicare i dati sulle pm10 in tempo reale, quelli sulle pm2,5 saranno disponibili soltanto a partire dal 2016. A meno che le lamentele dei cittadini cinesi non assumano proporzioni tali da dover accelerare i meccanismi di rilevazione.
Tanti i disagi anche per chi deve viaggiare: atterrare con scarse possibilità visive è troppo rischioso. A Pechino, addirittura, le piste sono rimaste chiuse per diverse ore e sono stati annullati 155 voli a causa di una visibilità ridotta a soli 200 metri. La maggiore trasparenza, secondo gli esperti, è un buon passo avanti nella lotta allo smog, ma per ritornare ai cieli blu "sarà necessario ancora molto tempo''.
Le raccomandazioni sono semplici ma doverose: “E’ difficile difendersi da questi quantitativi di PM10 che fanno davvero paura – ha riferito il Prof. Dal Negro in occasione del 15° Congresso Internazionale dedicato all’"Asma Bronchiale e BPCO: obiettivi, rimedi e strategie" di Verona - Evitare di uscire nelle ore di punta, e se indispensabile munirsi di un filtro per la bocca, che sia una mascherina o una semplice sciarpa. Per i piccoli non farli uscire in carrozzina in quanto all’altezza dello scarico degli autobus e delle macchine, o comunque portarli nelle zone con la massima concentrazione veicolare”.
Leggi anche:
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Città altamente tossiche
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E la paura per la salute dell’uomo (non solo orientale) comincia a farsi sentire in tutto il mondo. Il Nasa Earth Observatory, che ha pubblicato le foto satellitari, sottolinea che, se le autorità della municipalità di Pechino hanno da poco iniziato a pubblicare i dati sulle pm10 in tempo reale, quelli sulle pm2,5 saranno disponibili soltanto a partire dal 2016. A meno che le lamentele dei cittadini cinesi non assumano proporzioni tali da dover accelerare i meccanismi di rilevazione.
Tanti i disagi anche per chi deve viaggiare: atterrare con scarse possibilità visive è troppo rischioso. A Pechino, addirittura, le piste sono rimaste chiuse per diverse ore e sono stati annullati 155 voli a causa di una visibilità ridotta a soli 200 metri. La maggiore trasparenza, secondo gli esperti, è un buon passo avanti nella lotta allo smog, ma per ritornare ai cieli blu "sarà necessario ancora molto tempo''.
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Francesco Salvatore Cagnazzo - Nexta
| Data: 24/1/2012 | Visto: 8412 |
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