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Medusa abitava qui!

Una mosca assassina, un tesoro nascosto, il fantasma di Medusa. E tante rovine. Eccoci al Castello di Medusa, vicino Samugheo, in Sardegna...

Medusa abitava qui! - Una mosca assassina, un tesoro nascosto, il fantasma di Medusa. E tante rovine. Eccoci al Castello di Medusa, vicino Samugheo, in Sardegna...
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Quello che i secoli ci hanno tramandato sono ruderi e rovine di quello che anticamente era un castello magnifico ed imponente: oggi rimane qualche tratto di quelle mura che un tempo cingevano un'area di oltre 500 metri quadrati, una cisterna, ed i resti di due torri. Un luogo difficile da raggiungere a causa della vegetazione troppo fitta e lussureggiante.

Questo castello, interamente scavato nel marmo, è equidistante da Samugheo e Asuni, in Sardegna: per raggiungerlo si lascia la SS 131 poco prima di Uras, prendendo la SS 422. Superato Nureci si imbocca a s. la SP 38 in direzione Asuni. Il Castello di Medusa si trova a picco della gola formata dal fiume Riu Araxisi. Scendendo più a valle questo diventa Riu Majori e dà vita alla gola di Mitza sa canna.

Fu costruito in epoca bizantina con funzione di protezione dagli attacchi di saccheggio dei barbaricini. Secondo gli studi degli esperti, la prima fase dell'insediamento nel castello di Medusa è avvenuta attorno al IV-V secolo d.C., una seconda fase si colloca nel VI secolo, mentre la terza risale al VII-VIII secolo. Le strutture più recenti sono invece state costruite tra il X ed il XII secolo.

Secondo quanto narra la leggenda, il castello ospiterebbe ancora il fantasma della fantomatica regina Medusa. Si narra che preparò due forzieri identici: uno pieno di oro e pietre preziose, l’ altro con la musca maghedda, che sarebbe stata capace di sterminare l’intera specie umana. Per questo motivo nessuno osò mai cercare il tesoro. Ma ci sono altre leggende legate a questa figura: la tradizione trasforma Medusa in un uomo e ne fa l'amante di Maria Cantada. I due roccioni siti lungo le rive dell'Araxixi, uno di fronte all' altro, sarebbero le travi di un ponte che lei stava costruendo. Quando venne a conoscenza del rapimento del figlio, lasciò cadere la roccia che avrebbe completato la struttura. Che è ancora oggi lì presente.

Poi c’è una storia, che fonde realtà e fantasia, descritta in un documento dell'Archivio di Cagliari. Durante la detenzione in un carcere piemontese nel XIX secolo, Francesco Perseu, di Asuni, condannato a sette anni di carcere per furto,  raccontava di come durante la sua latitanza fosse capitato tra le rovine del castello di Medusa e si fosse imbattuto in una sala piena di gioielli ed oggetti di valore. Propose, quindi, il condono della sua pena in cambio della rivelazione del luogo. Ma della sala neanche l’ombra. E, fortunatamente, neanche della musca maghedda… 



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Francesco Salvatore Cagnazzo - Nexta

Data: 13/3/2012


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