Il viaggio

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Paris à bon marché

Godersi la Ville Lumière senza spendere una fortuna? Si può

Poche città al mondo meritano di essere viste e riviste come Parigi: le sue mostre irresistibili, i ristoranti gourmand, i negozi chic, i monumenti sparsi ovunque e quell'aria intrisa di cultura e raffinatezza invitano a tornare spesso sotto le luci della Ville Lumière. Ma poche città al mondo rischiano di essere letali per il conto in banca come la capitale francese: complici le molte tentazioni disseminate qua e là e la scarsa tenerezza dei parigini con i turisti, il rientro a casa può essere doloroso per i bilanci. Eppure, visitare Paris à bon marché non è affatto impossibile, basta usare qualche semplice trucco.

Il primo è banale quanto spesso difficile da mettere in pratica: è quello di evitare con cura i periodi più affollati. Le festività, le ricorrenze e i giorni nei quali si svolgono importanti manifestazioni andrebbero aggirati, così da poter approfittare delle migliori tariffe aeree e di offerte più convenienti negli oltre 2.000 tra alberghi, b&b, aparthotel (una via di mezzo tra un appartamento e un albergo, generalmente affittata a settimane) e ostelli presenti in città. Occasioni speciali a parte, normalmente la bassa stagione va dal primo novembre al 31 marzo.

La soluzione più economica per girare per la città è senz'altro la bicicletta: dall'estate 2007, sottoscrivendo un abbonamento (anche giornaliero o settimanale) con la Velib' Paris, si può pedalare per gli arrondissement quasi a costo zero. Chi è allergico alla fatica può invece orientarsi sui mezzi pubblici, che propongono biglietti giornalieri, settimanali e carnet per l'efficientissima rete cittadina a prezzi concorrenziali.

Se della capitale transalpina è la frizzante vita culturale ad attirarvi, il borsellino potrebbe anche non doversi affatto aprire. La maggior parte delle chiese, Notre-Dame compresa, ha un programma di concerti classici tanto suggestivi quanto gratuiti, così come nei parchi pubblici è facile imbattersi in esibizioni live di gruppi o ensemble. Se il clima è rigido, basta entrare in uno delle migliaia di bar per assistere a una performance al costo di un caffè.

Preferite il cinema o il teatro? Nessun problema: in occasione dell'inizio della primavera, molte sale di proiezione aprono le porte agli spettatori con biglietti a 3,50 euro, che salgono a 5 per le pellicole di Paris Cinema a luglio, mentre gli spettacoli mattutini, del lunedì e del mercoledì costano meno. I due teatri dell'opera prevedono tagliandi ridotti per gli under 28 e posti in piedi a soli 5 euro, mentre quelli di prosa tentano gli spettatori con last-minute a metà prezzo o inviti alle prime con robuste riduzioni. E se non sapete resistere all'offerta museale della Ville Lumière, sappiate che il Louvre, il Centre Pompidou, il Musée d'Orsay e altri dieci sedi espositive aprono gratis ogni prima domenica del mese (altre 14, di proprietà comunale, sono sempre free), e il Paris Museum Pass consente di tagliare code e costi in oltre 60 tra musei e monumenti.

A furia di girare vi è venuto appetito? La tradizione consiglia un pranzo leggero a base di baguette o insalate guarnite, la gola una visita a qualche bistrot (ammesso che ne troviate ancora qualcuno: sono in via d'estinzione), l'economia di cercare da mangiare discosto dalle zone più turistiche e affollate (i prezzi per un piatto possono triplicare in un lampo). Per la sera le dritte sono tre: andare al ristorante di uno degli istituti alberghieri della città (ce ne sono sette: servizio e cucina al top, prezzi da fast food); prenotare nei locali "minori" che molti grandi chef, da Alain Ducasse a Guy Savoy, hanno aperto accanto ai loro "templi"; consultare le guide cittadine in cerca degli esercizi - la moda si sta diffondendo sempre più - che una sera ogni settimana offrono un piatto ai suoi avventori.

Nessun turista a Parigi può esimersi dallo shopping. Quelli più oculati possono però fare affari senza svenarsi: basta ricordarsi che ogni esercizio può fare due settimane di saldi nel periodo che preferisce e, soprattutto, limitarsi a sbirciare le vetrine delle boutique più chic per entrare nei tanti negozi con articoli di seconda mano, nei depositi di stock e nei dépot-vente, veri e propri depositi di capi firmati. O, se avete un po' di tempo in più, andare a caccia di affari in uno dei tre mercati delle pulci (alle Porte di Vanves, Clignancourt e Montreuil) o nel super-outlet del Vallée Village a Serris, dove 90 marchi offrono i propri prodotti almeno al 30% di sconto. Se però, oltre che nelle tasche, voleste sentirvi più ricchi anche dentro, l'indirizzo è il 54 di rue de Charonne: qui c'è Emmaus, dove da 60 anni si vendono oggetti di ogni genere frutto di donazioni a prezzi interessanti e i proventi servono a sostenere progetti per i senzatetto e i bisognosi.
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Data: 23/2/2010 Visto: 80827


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