Da Civitavecchia agli Usa
Da Civitavecchia a Montecatini, dalla Tuscania a New York. Trascurando, per ora, Russia e Oriente. Alla ricerca di relax e arte
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Pino Quartullo, è un attore, regista, sceneggiatore e doppiatore italiano. Dopo la laurea in Architettura, ha deciso di diplomarsi in regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico ed ha conseguito un diploma in recitazione presso il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Gigi Proietti. Nel 2000 è diventato direttore artistico del Teatro Traiano di Civitavecchia.
Partiamo da Civitavecchia, il tuo paese natale in cui lavori ancora.
Con Civitavecchia c’è un attaccamento naturale in quanto ci sono nato. Ma è una città che amo molto in quanto c’è un mare meraviglioso, una popolazione estremamente simpatica. E mi ci trovo davvero bene. Sono stato davvero felice di accettare l’incarico come direttore artistico e di poter costruire progetti per la cittadinanza, come il Festival per Artisti di Strada, il Concorso per scrivere storie che riguardino il territorio, come il Festival di Teatro Classico o le estati di Civitavecchia in Festival.
Che rapporti hai con la tua regione?
Mi piacciono Viterbo e Rieti perché hanno due bellissimi centri storici: da civitavecchiese li invidio molto, in quanto non sono stati bombardati come quello della mia città. Poi sono molto belle anche la Tarquinia e la Tuscania che, appena posso, visito con piacere.
Alla ricerca di relax: dove ti rifugeresti?
Montecatini è un’altra città a cui sono molto legato. Quando ero piccolo ci venivo spesso con i miei genitori, nel mese di settembre, per le prime incursioni a vedere l’Operetta. Ha delle terme meravigliose, spesso utilizzate come set cinematografico, da “8 e mezzo” di Fellini alle pubblicità con Neri Marcoré, e ha delle acque rigeneranti. E’ una città che ha mantenuto un grande rispetto per il turista e per chi va lì per curarsi: è pensata e costruita per il turismo.
Programma una vacanza tutta divertimenti: dove andresti?
In due luoghi che ancora non conosco: Cuba e Ibiza. Una città dove ho percepito sempre grandi stimoli è invece New York, che sa sempre accoglierti, abbracciarti, e darti il benvenuto.
Quando la tua prima volta a New York?
Andai con mio padre, avevo 10 anni, in un viaggio organizzato che costava appena 110mila lire. Tutto compreso. Ingrassai circa quindici chili per aver mangiato hamburger, hotdog e patatine. Vidi per la prima volta anche delle donne nude: tra l’Italia e New York c’era un abisso.
Cosa non faresti mai in viaggio?
Innanzitutto non sono attratto dalla Russia e dai paesi orientali. E non potrei portare con me il materiale per scrivere o leggere. Per continuare a creare anche in vacanza.
Partiamo da Civitavecchia, il tuo paese natale in cui lavori ancora.
Con Civitavecchia c’è un attaccamento naturale in quanto ci sono nato. Ma è una città che amo molto in quanto c’è un mare meraviglioso, una popolazione estremamente simpatica. E mi ci trovo davvero bene. Sono stato davvero felice di accettare l’incarico come direttore artistico e di poter costruire progetti per la cittadinanza, come il Festival per Artisti di Strada, il Concorso per scrivere storie che riguardino il territorio, come il Festival di Teatro Classico o le estati di Civitavecchia in Festival.
Che rapporti hai con la tua regione?
Mi piacciono Viterbo e Rieti perché hanno due bellissimi centri storici: da civitavecchiese li invidio molto, in quanto non sono stati bombardati come quello della mia città. Poi sono molto belle anche la Tarquinia e la Tuscania che, appena posso, visito con piacere.
Alla ricerca di relax: dove ti rifugeresti?
Montecatini è un’altra città a cui sono molto legato. Quando ero piccolo ci venivo spesso con i miei genitori, nel mese di settembre, per le prime incursioni a vedere l’Operetta. Ha delle terme meravigliose, spesso utilizzate come set cinematografico, da “8 e mezzo” di Fellini alle pubblicità con Neri Marcoré, e ha delle acque rigeneranti. E’ una città che ha mantenuto un grande rispetto per il turista e per chi va lì per curarsi: è pensata e costruita per il turismo.
Programma una vacanza tutta divertimenti: dove andresti?
In due luoghi che ancora non conosco: Cuba e Ibiza. Una città dove ho percepito sempre grandi stimoli è invece New York, che sa sempre accoglierti, abbracciarti, e darti il benvenuto.
Quando la tua prima volta a New York?
Andai con mio padre, avevo 10 anni, in un viaggio organizzato che costava appena 110mila lire. Tutto compreso. Ingrassai circa quindici chili per aver mangiato hamburger, hotdog e patatine. Vidi per la prima volta anche delle donne nude: tra l’Italia e New York c’era un abisso.
Cosa non faresti mai in viaggio?
Innanzitutto non sono attratto dalla Russia e dai paesi orientali. E non potrei portare con me il materiale per scrivere o leggere. Per continuare a creare anche in vacanza.
Francesco Salvatore Cagnazzo - Nexta
| Data: 25/1/2012 | Visto: 2650 |
Tutto su: pino quartullo / regista italiano / attore italiano / pino quartullo foto / televisione italiana
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