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Le mummie dei Cappuccini

Mummie, scheletri, cadaveri. Prelati, borghesi, ufficiali e giovani donne vergini vestite da sposa. La vita è troppo breve per rincorrere evanescenze...

Le mummie dei Cappuccini - Mummie, scheletri, cadaveri. Prelati, borghesi, ufficiali e giovani donne vergini vestite da sposa. La vita è troppo breve per rincorrere evanescenze...
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A Palermo, nei sotterranei del Convento dei Cappuccini e dell’attigua Chiesa della Madonna della Pace si contano oltre ottomila scheletri e corpi mummificati, tra nicchie, casse ed urne trasparenti. Furono tutti deposti tra il 1599 e il 1880 e appartengono a ricchi palermitani; professionisti, donne ed ecclesiastici.

Le due strutture, site nel quartiere Cuba, risalgono entrambe al XVI secolo, benché edificate su strutture precedenti. Il suo vasto e macabro cimitero è spunto di riflessione sull’inutilità dei beni e degli addobbi estetici, sulla caducità della vita e sulle vanità terrene. Perché l’esistenza è troppo breve per rincorrere labilità ed evanescenze.

Le loro gallerie risalgono alla fine del '500 e le salme qui presenti non sono mai state inventariate. Le mummie, che spesso conservano abiti ed accessori, sono divise per sesso e categoria sociale. Dato che il processo di imbalsamazione è una procedura costosa, la maggior parte dei cadaveri qui presenti appartengono ai ceti alti. Tra gli “ospiti” bambini, prelati, commercianti, borghesi, ufficiali, giovani donne vergini vestite da sposa, gruppi famigliari affacciati a sottili ringhiere. E, ovviamente, tanti frati appartenenti all'ordine dei Cappuccini stessi.

I primi fondatori dei cappuccini furono Ludovico e Bernardino da Reggio; i Cappuccini arrivarono a Palermo intorno al 1534 ed il loro ordine ebbe la protezione del Papa da Clemente VII  a Pio X. A loro venne affidata una cappella, la cui costruzione originaria fu modificata ed ampliata grazie anche all’intervento di Don Ottavio D'Aragona, le cui spoglie riposano nel pavimento dinanzi alla Cappella del Crocifisso.

Il primo ad essere stato inumato all'interno delle catacombe fu frate Silvestro da Gubbio il 16 ottobre del 1599. La sua salma è la prima sulla sinistra subito dopo l'ingresso. Tra le salme delle Catacombe dei Cappuccini è particolarmente nota quella di Rosalia Lombardo, la “Bella Addormentata”. Morta a soli due anni, una delle ultime persone ad essere ammesse alla sepoltura nella cripta, per lei si usò un’operazione particolare: la bambina appare ancora oggi intatta, seppur solo per il volto, come se stesse dormendo. Oltre alle mummie e ai corpi, vi sono imponenti monumenti sepolcrali, fra cui il più grande è quello di Giuseppe Grimau, morto nel 1755.



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Data: 7/2/2012 Visto: 53911


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