Oceano Atlantico? A nuoto
Nel 1998 impiegò 73 giorni per attraversare l'Atlantico: da Cape Code, negli Stati Uniti, alla Francia. E si prepara per il bis.
![]() |
| Fotogallery |
Benoit Lecomte sfida l’Oceano Atlantico. E lo vuole attraversare a nuoto. Di nuovo. Il nuotatore francese è già famoso per essere salito agli onori della cronaca nel 1998 per essere stato il primo uomo ad attraversare l’Oceano Atlantico a nuoto. 73 giorni impiegati per il conseguimento dell’impresa: oltre 5.500 km di mare dalla cittadina di Cape Cod, negli Stati Uniti, alla francese Quiberon. A
distanza di tredici anni da allora, impostato il nuovo percorso: partenza il 14 aprile 2012 da Choshi, in Giappone, e l’arrivo a San Francisco, circa 5 mesi dopo. Tutti da passare in mare.
La “prima volta” di Benoît Lecomte, classe 1967, è stata finalizzata alla raccolta fondi per la ricerca contro il cancro, malattia di cui soffriva il padre. Si contarono 3.716 le miglia, seguito costantemente da una barca d'appoggio che forniva un campo elettromagnetico che allontanasse gli squali. Ma a “disturbare” la sua traversata sono arrivate però tartarughe marine, delfini e meduse. Le sue sessioni di nuoto duravano dalle 6 alle 8 ore al giorno. E si concesse una sola settimana di stop totale nelle Azzorre.
Anche stavolta il pericolo principale non è rappresentato dall’acqua fredda, dalla fatica o dai cedimenti del corpo, ma dagli squali. Questa volta Lecomte sarà dotato di speciali braccialetti in grado di emettere un campo magnetico che allontani i pericolosi predatori. E la barca che l’accompagnerà avrà a bordo una grossa rete in grado di catturarli, qualora la minaccia si presentasse comunque. Parlare di barca è però eccessivo: la sua dimora marina notturna sarà un catamarano di diciassette metri, con cui sarà costantemente in contatto attraverso un sistema collegato alla maschera. Un prezioso microchip verrà invece inserito sottopelle, per essere sempre localizzato e perché i suoi segni vitali possano essere sempre monitorati.
La traversata potrà essere seguita in diretta on line: nei momenti di pausa avrà spazio e tempo per telefonate, mail, sms e facebook. Benoit, may the Force be with you!
La “prima volta” di Benoît Lecomte, classe 1967, è stata finalizzata alla raccolta fondi per la ricerca contro il cancro, malattia di cui soffriva il padre. Si contarono 3.716 le miglia, seguito costantemente da una barca d'appoggio che forniva un campo elettromagnetico che allontanasse gli squali. Ma a “disturbare” la sua traversata sono arrivate però tartarughe marine, delfini e meduse. Le sue sessioni di nuoto duravano dalle 6 alle 8 ore al giorno. E si concesse una sola settimana di stop totale nelle Azzorre.
Anche stavolta il pericolo principale non è rappresentato dall’acqua fredda, dalla fatica o dai cedimenti del corpo, ma dagli squali. Questa volta Lecomte sarà dotato di speciali braccialetti in grado di emettere un campo magnetico che allontani i pericolosi predatori. E la barca che l’accompagnerà avrà a bordo una grossa rete in grado di catturarli, qualora la minaccia si presentasse comunque. Parlare di barca è però eccessivo: la sua dimora marina notturna sarà un catamarano di diciassette metri, con cui sarà costantemente in contatto attraverso un sistema collegato alla maschera. Un prezioso microchip verrà invece inserito sottopelle, per essere sempre localizzato e perché i suoi segni vitali possano essere sempre monitorati.
La traversata potrà essere seguita in diretta on line: nei momenti di pausa avrà spazio e tempo per telefonate, mail, sms e facebook. Benoit, may the Force be with you!
Francesco Salvatore Cagnazzo - Nexta
| Data: 29/11/2011 | Visto: 11869 |

