In albergo come
a casa propria
Colazione ricca, letti comodi e bagni spaziosi: questo vogliono gli italiani
Un vecchio adagio recita che partire è un po' morire. Forse perché per molti viaggiare significa abbandonare per un lasso di tempo, più o meno lungo, i confort della propria casa. E sarà forse per questo che i più, quando arrivano in albergo, controllano subito la camera, a caccia di ogni piccolo difetto che faccia loro rimpiangere la propria routine. È quanto emerge da uno studio, promosso da Nestlé Professional, la Divisione di Nestlé operativa dal gennaio 2009 e dedicata al Food&Beverage per il mercato dell'Out of Home, che ha coinvolto 500 italiani tra i 18 e i 65 anni. Obiettivo della ricerca individuare quegli elementi e servizi che "fanno veramente sentire a casa", anche quando ci si trova in albergo e quali i piccoli tic e le manie degli italiani in hotel.
Ecco allora che appena giunti a destinazione per moltissimi scatta la nostalgia e inizia la caccia ai difetti della stanza assegnata. Un intervistato su due (54,2%) trova il letto dell'albergo "scomodo", così come il 39,8% rimpiange il bagno di casa, giudicando quello dell'hotel troppo piccolo. Il cahier de doleance non finisce naturalmente qui: il 39% giudica insufficiente l'isolamento acustico e il 36,8% dice che gli mancano gli "spazi" di casa e che la stanza è troppo piccola. E questo solo per citare le maggiori fonti di insoddisfazione, in grado di far sentire in modo forte la mancanza di casa propria. Ma non è tutto.
Il 41%, prima ancora di togliersi il soprabito o appoggiare la borsa, ispeziona tutta la stanza, verificandone dimensioni, vista, arredo, accessori. Ispezioni che per molti evidenziano una serie di "mancanze" che fanno aumentare la nostalgia di casa: dalle pantofole (28,6%), all'accappatoio (28,2%), per arrivare allo spazzolino con relativo dentifricio (24,2%), ma anche qualcosa da mangiare, che vada oltre alle solite arachidi e patatine (23,8%). Malgrado ciò gli oggetti che si trovano abitualmente in camera e in generale in Hotel sembrano essere molto amati dagli italiani, tanto che sono moltissimi quelli che vorrebbero portarseli a casa. Se in generale sembrano dei veri collezionisti appassionati di tutti quei piccoli oggetti che riportano il logo dell'hotel (39,4%), andando negli specifici oggetti, al primo posto c'è l'accappatoio (24,2%), seguito da asciugamani e teli bagno (20,4%) e le pantofole (20%). E se il 12,2% vorrebbe il classico posacenere con il marchio dell'albergo, c'è anche chi vorrebbe a casa propria il campanellino presente al desk per chiamare il concierge (7%).
Malgrado sia lunga lista delle lamentele, la vita in albergo piace agli italiani. E lo dimostra il fatto che c'è chi sogna di rivivere tra le pareti domestiche alcune delle esperienze e dei servizi vissuti in albergo. Oltre all'idromassaggio (45,2%), alla sauna (37,4%) e al servizio in camera (28,4%), il dato più rilevante è che quasi un intervistato su due (46%) vorrebbe rivivere a casa la prima colazione tipica dell'hotel. Per il 27,2% è infatti un'occasione per mangiare cose sfiziose, per il 25% rappresenta l'ottimo anche dal punto di vista nutrizionale e del benessere, tanto che sei intervistati su dieci vorrebbero trovare in albergo anche le indicazioni su una corretta colazione. Di questo momento, che per molti rappresenta una vera e propria autogratificazione (tanto che per il 94,8% una buona colazione conta molto nella valutazione dell'lbergo), apprezzano veramente ogni aspetto, tanto che in media il 76,4% dedica alla colazione in hotel tra i 15 e i 30 minuti (contro i 5 minuti della colazione a casa o al bar).
L'albergo, sia che si vada per lavoro o in vacanza, viene anche associato a piccole e grandi "paure" e difficoltà: un intervistato su due (51,4%), infatti, prima di lasciare la stanza, continua a controllare, con l'incubo di aver dimenticato qualcosa, così come il 36% ha sempre il timore di trovarsi dei "vicini" troppo rumorosi o che ci siano dei problemi nella prenotazione e ritrovarsi all'ultimo minuto senza stanza (24,8%). E se il 36,6% dice di non avere mai nessuna difficoltà, il 31% ammette di essersi "scontrato" più di una volta con il termostato per regolare la temperatura della stanza, di non trovarsi completamente a proprio agio con la chiave magnetica (12,6%) o nell'impostare la combinazione nella cassetta di sicurezza (12%). Tra le difficoltà segnalate c'è anche quella relativa all'orientamento all'interno dell'albergo, tanto che l'11% ammette di essersi "perso" più di una volta tra i corridoi e i piani o di essersi ritrovato al buio, per non aver saputo utilizzare correttamente il sistema di risparmio energetico che molti alberghi hanno installato (9,2%).
E voi quando arrivate in albergo come vi comportate? Cos'è che vi manca di più della vostra casa? Ma soprattutto in base a quali criteri scegliete l'hotel dove trascorrere le vostre vacanze? Raccontatecelo nel forum.
Ecco allora che appena giunti a destinazione per moltissimi scatta la nostalgia e inizia la caccia ai difetti della stanza assegnata. Un intervistato su due (54,2%) trova il letto dell'albergo "scomodo", così come il 39,8% rimpiange il bagno di casa, giudicando quello dell'hotel troppo piccolo. Il cahier de doleance non finisce naturalmente qui: il 39% giudica insufficiente l'isolamento acustico e il 36,8% dice che gli mancano gli "spazi" di casa e che la stanza è troppo piccola. E questo solo per citare le maggiori fonti di insoddisfazione, in grado di far sentire in modo forte la mancanza di casa propria. Ma non è tutto.
Il 41%, prima ancora di togliersi il soprabito o appoggiare la borsa, ispeziona tutta la stanza, verificandone dimensioni, vista, arredo, accessori. Ispezioni che per molti evidenziano una serie di "mancanze" che fanno aumentare la nostalgia di casa: dalle pantofole (28,6%), all'accappatoio (28,2%), per arrivare allo spazzolino con relativo dentifricio (24,2%), ma anche qualcosa da mangiare, che vada oltre alle solite arachidi e patatine (23,8%). Malgrado ciò gli oggetti che si trovano abitualmente in camera e in generale in Hotel sembrano essere molto amati dagli italiani, tanto che sono moltissimi quelli che vorrebbero portarseli a casa. Se in generale sembrano dei veri collezionisti appassionati di tutti quei piccoli oggetti che riportano il logo dell'hotel (39,4%), andando negli specifici oggetti, al primo posto c'è l'accappatoio (24,2%), seguito da asciugamani e teli bagno (20,4%) e le pantofole (20%). E se il 12,2% vorrebbe il classico posacenere con il marchio dell'albergo, c'è anche chi vorrebbe a casa propria il campanellino presente al desk per chiamare il concierge (7%).
Malgrado sia lunga lista delle lamentele, la vita in albergo piace agli italiani. E lo dimostra il fatto che c'è chi sogna di rivivere tra le pareti domestiche alcune delle esperienze e dei servizi vissuti in albergo. Oltre all'idromassaggio (45,2%), alla sauna (37,4%) e al servizio in camera (28,4%), il dato più rilevante è che quasi un intervistato su due (46%) vorrebbe rivivere a casa la prima colazione tipica dell'hotel. Per il 27,2% è infatti un'occasione per mangiare cose sfiziose, per il 25% rappresenta l'ottimo anche dal punto di vista nutrizionale e del benessere, tanto che sei intervistati su dieci vorrebbero trovare in albergo anche le indicazioni su una corretta colazione. Di questo momento, che per molti rappresenta una vera e propria autogratificazione (tanto che per il 94,8% una buona colazione conta molto nella valutazione dell'lbergo), apprezzano veramente ogni aspetto, tanto che in media il 76,4% dedica alla colazione in hotel tra i 15 e i 30 minuti (contro i 5 minuti della colazione a casa o al bar).
L'albergo, sia che si vada per lavoro o in vacanza, viene anche associato a piccole e grandi "paure" e difficoltà: un intervistato su due (51,4%), infatti, prima di lasciare la stanza, continua a controllare, con l'incubo di aver dimenticato qualcosa, così come il 36% ha sempre il timore di trovarsi dei "vicini" troppo rumorosi o che ci siano dei problemi nella prenotazione e ritrovarsi all'ultimo minuto senza stanza (24,8%). E se il 36,6% dice di non avere mai nessuna difficoltà, il 31% ammette di essersi "scontrato" più di una volta con il termostato per regolare la temperatura della stanza, di non trovarsi completamente a proprio agio con la chiave magnetica (12,6%) o nell'impostare la combinazione nella cassetta di sicurezza (12%). Tra le difficoltà segnalate c'è anche quella relativa all'orientamento all'interno dell'albergo, tanto che l'11% ammette di essersi "perso" più di una volta tra i corridoi e i piani o di essersi ritrovato al buio, per non aver saputo utilizzare correttamente il sistema di risparmio energetico che molti alberghi hanno installato (9,2%).
E voi quando arrivate in albergo come vi comportate? Cos'è che vi manca di più della vostra casa? Ma soprattutto in base a quali criteri scegliete l'hotel dove trascorrere le vostre vacanze? Raccontatecelo nel forum.
Marcella Gaudina
Marcella Gaudina - Libero News
| Data: 6/4/2009 | Visto: 7554 |
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