Sculture sottomarine
Statue in fondo al mare per aiutare la barriera corallina
Taylor è un artista e come ogni creativo che si rispetti ha un forte senso della provocazione. A cosa serve posizionare delle sculture in fondo al mare se solo i sub amanti dell'arte potranno ammirare queste opere? L'opera di Taylor è nasconde un secondo fine. Adagiare delle sculture sui fondali può sembrare una follia perché nessuno le vede, se non qualche sparuto sub e conoscitore d'arte. In realtà l'obiettivo dell'artista è più ambizioso. Immergendo le sue statue sul fondo del mare c'è la speranza che coralli e alghe ne facciano la loro dimora e allentino la pressione dei turisti sulla bariera corallina.
"Uomo in fiamme", "Collezionista di sogni" e "La giardiniera della Speranza" sono le tre opere che ospita per ora l'isolito museo situato nel Parco nazionale marino, tra Isla Mujeres, Cancun e punta Nizuc. Ma il progetto è molto ambizioso e prevede di ospitare 400 opere permanenti con figure umane a grandezza naturale, trasformando quest'esposizione sottomarina nella più grande attrazione subacquea del mondo. La peculiartità di queste opere è che sono costruite in materiale speciale in grado di favorire lo sviluppo della vita corallina. L'intera struttura occuperà una zona di 150 metri quadrati e un peso superiore alle 120 tonnellate. Sicuramente i sub amanti dell'arte non sono molti ma ora, con un'imbarcazione dal fondo di cristallo, i visitatori potranno diventare migliaia. Musei di questo tipo esistono anche a Grenada, Salt Spring Island (Canada) e Portofino, ma nessuno ha le dimensioni di quello che si vuole creare qui in Messico .
Il nuovo museo cade come la manna su Cancun, vittima del proprio successo.Un mare dai colori mozzafiato, le spiagge di sabbia bianca hanno fatto la fortuna di questa cittadina. Ma anche il suo limite. Sorta negli anni '70 per contrastare Acapulco, lo sviluppo edilizio e turistico di Cancun ha trasformato il luogo in una delle mete turistiche classiche per chi viaggia in Messico. Inoltre, la bellezza della sua barriera corallina attira molti sub e snorkeler che danneggiano il suo ecosistema A peggiorare le cose ci pensano anche gli uragani che si abbattono con violenza sulla zona. Colpita dal tifone del 2005 e dall'entusiasmo indisciplinato dei turisti, la barriera è stata gravemente danneggiata. "Dopo la prima tempesta avevamo già ricostruito il 90 per cento della barriera" ha spiegato Jaime Gonzalez Cano, direttore del Parco nazionale marino. Ma è bastato che si abbattese sulla zona l'uragano Wilma per invalidare io lavoro svolto. E come se non bastasse, ha aggiunto Gonzalez, "sono circa 450mila in un anno gli snorkeler che si aggirano in soli quattro ettari di superficie". Troppi per la barriera. Ben vengano le statue di Taylor.
| Data: 24/2/2010 | Visto: 19285 |

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