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San Zhi, borgo dannato

Sarebbe dovuto essere un luogo futuristico, meta di vip e ricchi. Oggi è famoso invece per ben altro: i misteri di San Zhi

San Zhi, borgo dannato - Sarebbe dovuto essere un luogo futuristico, meta di vip e ricchi. Oggi è famoso invece per ben altro: i misteri di San Zhi
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Procedendo verso est da Danshui sulla autostrada 2 che sfila lungo la costa nord di Taiwan, ci si imbatte in San Zhi, un curioso villaggio fantasma situato a pochi chilometri da Taipei, metropoli tutta da scoprire. Questa città disabitata è nota a tutti come la città maledetta: costò milioni in progettazioni e costruzioni, ma non fu mai abitata. Fu costruita negli anni Settanta ed è stata pensata come un villaggio futuristico per vacanze di extra lusso.

Avrebbe dovuto sorgere, all’interno del piccolo centro a 5 stelle, anche una diga per proteggerla dalle maree, sarebbe dovuta essere coperta da pavimenti in marmo e, nel cuore del suo centro, avrebbe dovuto custodire un piccolo parco divertimenti. Ma il condizionale è d’obbligo, proprio in questo caso. Numerosi incidenti sul lavoro si verificarono durante la costruzione di San Zhi, che portarono ad una mancanza di fondi ed il conseguente arresto dei lavori. Molte leggende nel frattempo si diffusero nella zona, come se tale centro fosse infestato da presenze che ne impedivano i lavori.

Il villaggio cominciò a degradarsi sotto le incurie del tempo che passava, rendendo la città man mano più spettrale e tetra. Una piccola società aliena sembra essere atterrata sulla Terra per insediarsi prima della conquista definitiva: si potrebbe pensare questo osservando bene forme e materiali usati per la edificazione della città. Oggi è diffusa la leggenda che il luogo sia abitato dagli spiriti dei lavoratori morti, alla ricerca della pace o di vendetta. E sempre qui vi hanno trovato rifugio decine di vagabondi, rendendo la piccola città mai nata molto pericolosa anche per chi non si lasci abbindolare da storie e leggende.

Alla base di tale strano e futuristico progetto, forse, c’era l’idea di rendere questi palazzi espansibili verticalmente in caso di bisogno, semplicemente appoggiando ed aggiungendo nuovi baccelli in cima a quelli già presenti. Purtroppo oggi le informazioni su questa città sono quasi tutte scomparse: difatti, con l’aiuto dello Stato, che era azionista del progetto, tutta la vicenda venne progressivamente insabbiata, sino a rendere sconosciuti anche i nomi degli architetti incaricati del progetto.

Il progetto rimarrà così fermo a causa delle leggende dilaganti, e nessuno ha più osato riprendere in mano il suo sviluppo né tantomeno demolire l’area per non scomodare gli spiriti che l’hanno occupata. Come nei film di paura da ansiolitici, che spesso incutono meno timore della realtà stessa.

Francesco Salvatore Cagnazzo - Nexta

Data: 11/8/2011


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