Week-end

CONDIVIDI INVIA STAMPA

Il borgo del massacro

Morte, disperazione, malvagità: Oradour sur Glane racconta gli orrori perpetuati dai nazisti ai danni della cittadina francese. E ora è tutto fermo al 1944...

Il borgo del massacro - Morte, disperazione, malvagità: Oradour sur Glane racconta gli orrori perpetuati dai nazisti ai danni della cittadina francese. E ora è tutto fermo al 1944...
Fotogallery
Oradour sur Glane è un piccolo comune francese che si trova nel dipartimento della Haute-Vienne, a 200 chilometri da Bordeaux. Il nome può essere familiare a chi conosce bene la storia contemporanea: qui si è consumato uno dei più atroci massacri da parte dei tedeschi ai danni del popolo francese. Ed ancora oggi ripercorrerne strade e vie provoca una ferita al cuore senza pari.

Il Limosino era una regione della Francia di Vichy, che passò sotto il controllo dei tedeschi nel 1942. Quando iniziarono a spargersi le voci di un futuro intervento alleato in Europa, la popolazione decise di ostacolare le comunicazioni tedesche in tutti i modi possibili. Ma la risposta dei nazisti non si fece attendere: il 10 giugno il 4º Reggimento Panzer Grenadier Der Führer  circondò la città e ordinò agli abitanti di radunarsi in un parco dei divertimenti pubblico per dei controlli ai documenti.

Donne e bambini furono rinchiusi nella chiesa, mentre il villaggio veniva depredato. Gli uomini nel frattempo vennero portati in sei granai e furono colpiti da alcune mitragliatrici alle gambe, sicché potessero morire lentamente. Morirono in 187, solo 5 riuscirono a fuggire. I soldati entrarono infine nella chiesa e la fecero saltare in aria. Chi si era salvato dalla deflagrazione, andò incontro al fuoco delle mitragliatrici. Solo una donna sopravvisse. Il bollettino di guerra è agghiacciante: nel giro di pochissime ore, 197 uomini, 204 donne e 205 bambini trovarono la morte. Infine, nella notte, il resto del villaggio venne raso al suolo. Poi tutto tacque.

Le SS tornarono nel paese due giorni dopo, allo scopo di scavare due grandi fosse dove vennero seppelliti i cadaveri o i loro resti, ma alla rappresaglia non fu data nessuna pubblicità, né fu diffuso comunicato e notizia. Al termine della guerra, il Generale Charles de Gaulle decise che il villaggio non sarebbe mai più stato ricostruito, ma che rimanesse congelato come testimonianza della sofferenza francese durante il nazismo. Nel 1999, il presidente Chirac ribattezzò il luogo come "Villaggio Martire".

Oggi è tutto come allora: rovine, distruzione, tanfo di morte e rabbia per quello che è stato e che, si spera, non sarà più. Consigliato per gite, tour storici e per tutti coloro che non vogliono dimenticare.



Leggi anche:
La città fantasma ucraina 
San Zhi, borgo dannato
Craco, centro senza vita

Francesco Salvatore Cagnazzo - Nexta

Data: 2/6/2011


Case Vacanza
Comune
Prezzo min(€)
Metri quadri min
Contratto
Tipologia
 
  Powered by
Correlati Foto
Qui non c'č nessuno Qui non c'č nessuno Alla scoperta dei borghi disabitati dello "Stivale"
Il  borgo dove il tempo si č ... Il borgo dove il tempo si č ... Un borgo americano vecchio 150 anni, ormai abbandonato
La Cittā mai esistita La Cittā mai esistita Cittā tossica d'America: a breve scomparirā per sempre
Facebook Popolari Amici