Courmayeur si tinge di nero
Appuntamento ai piedi del Monte Bianco dal 7 al 13 dicembre
Una cornice magica e fascinosa, quella di Courmayeur, che fa da scenografia ideale per questo che è sicuramente, come spiegano Giorgio Gosetti, Marina Fabbri e Emanuela Cascia, storici direttori artistici della rassegna «un caso unico, un appuntamento da non perdere tra cinema e letteratura, tra memoria storica e documentazione della realtà, tra fumetto e televisione, tra scoperta e celebrazione».
Così, tra una discesa e l'altra lungo i quasi 100 km di piste da sci e da fondo (in Val Ferré), fra uno shopping di lusso lungo la centrale via Roma, "struscio" elegante e griffato della Milano bene, e ricche e golose cene negli eleganti bistrot e ristoranti, dal 7 al 13 dicembre Courmayeur si tinge di nero e offre ai turisti e habituée anche una kermesse d'eccellenza. Tema di quest'anno, volutamente scelto tra memoria e cronaca, cinema e letteratura, impegno civile e ricerca storica, è l'anniversario del 12 dicembre 1969, il giorno di Piazza Fontana. A rievocare quel mistero italiano, a discuterne i risvolti giudiziari e investigativi, ma soprattutto le implicazioni politiche e sociali per la nostra memoria collettiva saranno, insieme a Gaetano Savatteri, in primo luogo il giornalista Paolo Cucchiarelli e il giudice istruttore Guido Salvini, affiancati da saggisti, scrittori, commentatori.
E poi i 29 film (di cui 4 opere prime e 5 opere seconde) tra anteprime, omaggi e documentari; 6 serie televisive; 30 scrittori da tutto il mondo; 4 giornate di incontro e approfondimento; 5 premi per il cinema e tre per la letteratura; 2 laboratori creativi dedicati alla sezione MiniNoir, un vero e proprio "festival nel festival", una lecture di Adrian Wootton in onore di Raymond Chandler, una mostra grafica, un concerto (quello di Federico Zampaglione che col suo nuovo gruppo The Alvarius, al debutto assoluto, chiuderà la kermesse), uno spettacolo teatrale e un seminario di critica cinematografica promosso dalla Regione Valle d'Aosta.
Cinque i film che concorrono al Premio Mystery della sezione DocNoir (in collaborazione con il Festival dei Popoli) assegnato da una giuria di giovani critici: la ferocia quotidiana al sole
messicano di Welcome to Tijuana e il freddo nevoso della repressione in Cecenia narrata in Entre ours et loup, la spaventosa attualità di un massacro che diventa un gioco (Playing
Columbine) e il gioco al massacro della 'Ndrangheta che uccide a Duisburg (Main basse sur l'Europe). Fino all'America politica di appena ieri attraversata dalla follia del "poeta assassino2
(Killer Poet) narrato da Susan Gray, l'autrice di Citizen Berlusconi.
Quattro le attese anteprime cinematografiche del MiniNoir che allinea quest'anno le spassose catastrofi in 3D di Piovono polpette dal libro per ragazzi di Judi Barrett, l'animazione
italiana Cuccioli - Il codice di Marco Polo presentato in prima mondiale dall'autore Sergio Manfio, il racconto fiabesco Maga Martina e il libro magico del Draghetto di Stefan Ruzowitzky e la serie tv Casper - Scuola di Paura presentato da Carton Network.
Cinque le serie della sezione Tv Noir per una celebrazione che è anche un riconoscimento di qualità: in collaborazione con Fox Crime, oltre alla maratona de Il mostro di Firenze si vedranno in anteprima il primo episodio della 10a serie CSI Las Vegas e il pilota di White Collar (la serie attualmente più seguita in Usa) con Matt Bomer protagonista. Grazie a Cbs si vedrà invece il pilot di The Good Wife prodotta da Ridley e Tony Scott con Chris Noth (il Mister Big di "Sex and the City") e Julianna Margulies (E.R.). Dall'Italia infine i nuovi episodi di Crimini, ovvero Neve sporca di Davide Marengo da Giancarlo De Cataldo e Niente di personale di Ivano De Matteo da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi.
Cinque infine i film dell'omaggio retrospettivo Nero di Spagna '50 co-realizzato con l'Istituto Cervantes di Milano. Cinque racconti polizieschi di una stagione politica a noi quasi sconosciuta, quella del franchismo trionfante: Apartado de Correos di Julio Salvador, Brigada criminal di Ignacio F. Inquino, Distrito Quinto di Julio Coll, Los ojos dejan huellas di Josè Luis Saenz (con Raf Vallone e Elena Varzi) de Heredia e A tiro limpio di Francisco Perez-Dolz (l'unico appartenente ai primi anni '60). E aquesto proposito sarà particolarmente interessante il confronto con il noir spagnolo di oggi, reso possibile dalla presenza, nella selezione ufficiale per il cinema, del catalano 25 kilates di Patxi Amezcuae, tra gli ospiti letterari, di Juan Madrid.
| Data: 24/11/2009 | Visto: 16478 |

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