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Viaggio tra i sapori dell'Emilia-Romagna

Un itinerario attraverso un'Emilia-Romagna tutta da gustare

"Il cibo a saperlo leggere è un libro di memoria - diceva l'attore e scrittore Pino Caruso - e, se ci viene dalla terra in cui siamo nati, è anche un pezzo della nostra infanzia e della nostra storia". E come non dargli ragione. Per conoscere meglio l'Emilia Romagna bisogna coinvolgere i sensi, in particolare il gusto. A ricordare, se ce ne fosse bisogno, la sua importanza ci pensano i 19 Musei del Gusto. Dove Storia e tradizioni secolari vanno a braccetto con vino, salumi, formaggi, aceto e le relative lavorazioni. Sono tutte le tappe di un viaggio in una regione che ha saputo come poche produrre eccellenze gastronomiche conosciute in tutto il mondo.

Si potrebbe iniziare il viaggio tra i sapori con una visita al museo del Parmigiano-Reggiano a Soragna in provincia di Parma. Il re dei formaggi era noto già nei secoli scorsi e nobilitato persino dalla letteratura. Stevenson lo cita nel suo romanzo "L'isola del tesoro" definendolo come "un formaggio che si fa in Italia, molto nutriente". A nessuno sfugge la curiosa coincidenza tra il famoso prodotto apprezzato in Italia e all'estero e il titolo dell'opera dello scrittore scozzese. Perché di tesoro si tratta. Entrando nel tempio del formaggio prima ancora della vista viene colpito l'olfatto: a seconda della stagione l'odore del latte varia d'intensità. Ma è anche un viaggio nella storia e nella tradizione tra oggetti ormai dimenticati come la "zangola" uno strumento utilizzato nella produzione del burro. Si potrebbe poi passare poi al Museo del balsamico tradizionale a Spalimberto (Modena). La lavorazione del nobile liquido scuro, denso e dolce viene fatta secondo riti ben precisi che danno vita a due prodotti d'eccellenza: l'affinato di 12 anni e l'extravecchio (almeno 25 anni).

Un'altra perla di queste terre è il prosciutto di Parma. A Langhirano c'è un posto speciale dove il visitatore potrà conoscere la storia di questo salume e scoprirne le meraviglie organolettiche. Il Museo del Prosciutto di Parma ha sede a Langhirano, paese noto per la produzione di questa rinomata specialità gastronomica i cui ingredienti sono solo due: le cosce di maiale e il sale. Ma se si parla di salumi non si può dimenticare la crescentina di Modena, quel "pane" tipico della provincia modenese. Molti lo chiamano anche tigella dal nome del disco di terra refrattaria in cui viene cotta. Per scoprirne la storia bisogna recarsi nel borgo medievale di Samone di Guiglia, dove una casa torre ospita il Museo della tigella. Ma un viaggio tra i sapori è incompleto se si dimentica una delle produzioni più caratteristiche dell’Emilia-Romagna: il vino. Nella Rocca Sforzesca di Dozza Imolese, che dal XIII secolo domina la vallata, è custodito un patrimonio di 800 etichette tra cui spumeggiano i vari Lambrusco, Gutturnio, Barbera e Sangiovese.

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Data: 2/2/2009 Visto: 12111


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