Baie blu da incanto
A Sestri Levante ad ammirare la Baia del silenzio e delle Favole
C'è chi dice che Sestri Levante sia la città dalle due facce, ma sbaglia. Sono molte di più. Anche solo fermandosi al centro storico, che si è sviluppato tra le due baie del promontorio, non si ha mai la sensazione di aver percorso lo stesso carrugio o visto lo stesso portone di ardesia. La luce che inonda i piccoli slarghi tra le case addossate cambia con le ore dipingendoli di nuovi colori mentre nell'aria si sentono ora i profumi dei fiori alle finestre e dei piccoli negozi, ora della focaccia con le cipolle o il formaggio (la priscinseua, una cagliata fresca e leggermente acidula), del bagnun (una zuppa con acciughe, pane, olio e pomodori) e del pesto, ora del mare e dell'umidità che arriva dalle scale delle case e dagli angoli in penombra.
Oltre la Baia del Silenzio e delle Favole, chiamata così in onore di Hans Christian Andersen che qui soggiornò - «Che serata di favola ho trascorso a Sestri Levante: la locanda era vicinissima al mare e una forte risacca la lambiva?» - a cui è intitolato il premio letterario cittadino, oltre l'isola (un tempo lo era davvero ma nei secoli si è unita alla terra ferma fino a diventare un promontorio), la città ha conosciuto lo sviluppo inevitabile ma anche la necessità di tutelare questa parte del golfo del Tigullio, con le sue riserve e i suoi parchi, dalla speculazione edilizia. Come due anni fa quando, dopo un acceso e tormentato dibattito, è stato bocciato con un referendum indetto dal Comune il progetto di rifacimento del porticciolo che avrebbe portato i posti barca (compresi barchette e pescherecci) a 400, una diga frangiflutto, dei pontili e dei box per i residenti.
A pochi minuti dal centro si trova l'antico borgo di Riva Trigoso, composto sia dall'insediamento vero proprio sull'interno (Trigoso) sia dalla parte sul golfo (Riva): il "leudo rivano", la barca a vela romana con il caratteristico albero inclinato in avanti, simbolo di buona parte della storia marinara ligure per commerciare vino, formaggi e reti da pesca, veniva costruito qui, dove più tardi i patrizi genovesi si fecero costruire ville e ricche dimore estive.
Per ammirare il panorama e la vista sul golfo bisogna arrivare alle rocche di Sant'Anna, un crinale perpendicolare alla costa verso Cavi. Camminando per la mulattiera, all'ombra dei pini marittimi e degli ontani, fra carpini neri e ginestre si arriva al punto alle rovine della chiesa medievale. Si dice che fu costruita per volere di un cavaliere, che si salvò miracolosamente grazie a un cespuglio, dopo essere caduto da cavallo proprio sull'orlo del precipizio.
Il paesaggio è bellissimo anche da Punta Manara, tra Sestri Levante e Riva Trigoso. Boschi di lecci e pini da una parte, di carpini neri, roverelle e castagni dall'altra, felci di Madera sono l'habitat delle farfalle Cleopatra, dei bianconi e dei falchi pellegrini mentre oltre il piccolo promontorio dalle scogliere scoscese la vista si perde nel mare.
| Data: 19/11/2009 | Visto: 19671 |

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