Sicilia da bere
Dal mare alle colline all'Etna, un weekend a denominazione d'origine controllata
I Fenici lo introdussero sull'isola, i Greci ne fecero arte, gli Arabi si limitarono a non vietarlo e i Normanni lo riportarono agli antichi fasti: liquoroso e inebriante il vino è il distillato stesso, il più veritiero, dello spirito e della storia della Sicilia. La perizia dei viticoltori, il clima mite anche d'inverno, il caldo secco estivo, le scarse piogge e la costante brezza marina sono il complesso di fattori favorevoli che concorre alla creazione di vitigni di altissima qualità.
Tant'è che il volume d'affari relativo si conta nell'ordine di centinaia di milioni di euro: i vini autoctoni, punta di diamante nel settore agroalimentare isolano, rappresentano il più elevato patrimonio vitivinicolo a livello nazionale e, nella produzione meridionale, si contendono con quelli pugliesi il primato della qualità.
Rossi, bianchi, vini liquorosi da dessert, vini da meditazione, grappe e distillati costituiscono l'eccellenza enologica che lo scorso anno, premiata con cinque grappoli e un punteggio in media da 91 a 100 dall'Associazione italiana sommeliers, ha avuto l'onore della passerella alle sfilate di moda milanesi, all'insegna di una «cool experience» da proporre ai facoltosi clienti delle più blasonate maison. Ma non di solo gusto e olfatto vive il vino. Oltre al piacere della degustazione, oggi gli operatori turistici ed enologici vogliono offrire ai visitatori l'emozione di un tour lungo le «strade del vino».
Un percorso suggestivo attraverso i paesaggi collinosi e cangianti dell'entroterra, i bagli, le masserie, i vitigni doc e le cantine più prestigiose (da quelle del trapanese, per esempio, a quelle etnei o a ridosso del mare di Pantelleria) che l'Istituto regionale della Vite e del Vino propone al seguito di una "guida turistica del vino". Sarà un sommelier esperto, infatti, a introdurre i visitatori ai luoghi, ai sapori e a tutto il «dietro le quinte» che dal grappolo conduce all'imbottigliamento, in un viaggio organizzato che non trascura i musei, i quartieri storici e le bellezze architettoniche che non mancano nemmeno nel più sperduto dei paesini siculi.
La mappatura della Sicilia da bere presentata al Vinitaly di Verona, che fa da sottotraccia a questo modo inedito di scoprire l'isola, ha anche il proprio corrispettivo su internet, in un tour virtuale attraverso video e immagini. Non solo. La Sicilia più virtuosa e produttiva non dimentica di dissodare e ricovertire il terreno che è stato fertile alla crescita del fenomeno mafioso: a Vinitaly, è stato infatti presentato Centopassi, il «vino della legalità» realizzato, grazie allo spirito imprenditoriale dei giovani, con selezioni di uve biologiche coltivate sui terreni confiscati a Cosa Nostra.
Diversi gli itinetari possibili: il tragitto disegnato dai luoghi di produzione del vino d'Alcamo, di moderata gradazione alcolica, unisce idealmente la Riserva Naturale dello Zingaro con Castellammare del Golfo, passando attraverso il sito archeologico di Segesta, Calatafimi, Gibellina e Scopello con i suoi faraglioni. I vitigni bianchi di qualità li troviamo lungo la strada dell'Inzolia o Ansonica, che tocca i centri di Agrigento, Mazara del Vallo, Monreale, sede del celebre Duomo, Sambuca di Sicilia, la cittadini di Sciacca, sul mare, e il sito archeologico di Selinunte.
Poi ci sono le Eolie, con le loro grotte e i fondali protetti: sette isolette dove secondo antiche tecniche, con uve essiccate sui tipici graticci di canna. viene coltivato il Malvasia di Lipari (e dove si producono capperi, olio e frutta). Rosso, rosato, bianco e bianco superiore, il vino dell'Etna è stato il primo, in Sicilia, a ottenere la denominazione d'origine controllata: un giro attraverso le cantine etnee non può trascurare una puntata a Catania, Giardini Naxos e alla splendida Taormina. Marsala è il regno incontrastato dell'omonimo e pregiato vino (dolce, semisecco o secco), apprezzato già nell'Ottocento: un tour nel circondario ci porterà a scoprire Trapani ed Erice, autentico gioiello medievale da cui si gode una vista panoramica mozzafiato.
Il Nero d'Avola, oggi tra i vini di più alta qualità, si produce a Caltagirone, cittadina nota per le famose ceramiche, a Castelbuono, Casteldaccia, nel palermitano, a Modica, dove si produce un cioccolato lavorato a freddo con cacao, zucchero e spezie, a Ragusa e a Piazza Armerina, imperdibile per i mosaici della Villa Romana del Casale. Dulcis in fundo, la strada del vino tocca Noto, capitale mondiale del barocco, e Siracusa, la più importante città greca del V secolo a.C., zone di produzione dei rispettivi moscati color giallo oro.
| Data: 13/4/2009 | Visto: 15259 |

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