Alla tavola del Re
Quindici sale nei sotterranei di Palazzo Reale a Torino. Visita
Quindici sale dove un tempo risuonavano le grida dei garzoni, gli ordini sibilati del maggiordomo sul sottofondo degli sfrigolii delle carni arrostite, i passi frettolosi dei valletti diretti versola tavola del Re, i richiami dei cuochi attraverso i fumi dei grandi forni in ghisa. Sono le grandi cucine storiche situate nei sotterranei dell'ala di levante di Palazzo Reale, a Torino, ridotte a magazzino negli ultimi 60 anni e recuperate nell'ottobre del 2008, oggi aperte al pubblico ogni sabato pomeriggio. Ambienti che noi abbiamo visitato per voi con l'intento di scoprire come si mangiava alla tavola dei Re tra il XVI e XX secolo. I locali, che si articolano tra cucine di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena, e a uso specifico del suo erede, il Principe di Piemonte Umberto (futuro Umberto II), la cui presenza a Palazzo tra il 1925 e il 1932 ha costituito il fil rouge in fase di restauro, e di Maria José del Belgio, ghiacciaie, dispense e una grande cantina sono state riportate al loro antico splendore ispirandosi all'ultima fase di vita del Palazzo come residenza sabauda, cioè quella risalente agli anni Venti e Trenta del Novecento.
All'ingresso del percorso il coup de theatre viene dato dalla visione della grande caldaia pronta a divorare tra le fiamme la pila incredibile di mobili di scarto del Palazzo, tra cui anche pezzi palagiani, considerati ormai legna da ardere. L'impostazione dell'allestimento è tutta all'insegna della riproposizione del vissuto. Gran parte degli utensili in mostra sono stati collocati al loro posto nei locali di appartenenza. Nella dispensa del Re, ad esempio, sono visibili gelatiere di ogni dimensione, mentre il dondale è dominato scenograficamente dalla mezzana di bue appeso al soffitto. Nei piani di cottura a parete della Cucina del Principe è stato invece ricreato l'angolo del cioccolato, suggerendo l'uso delle cioccolatiere con l'aiuto di mock up, che simulano le colature della gustosa vivanda tanto amata nella corte torinese.
Sui tavoli e nelle scansie si possono ammirare modellini delle vivande: verdura di stagione, pani, grissini, forme di formaggio. Nella dispensa del Principe si è scelto però di esporre solo frutta e verdura di stagione autentica, che viene cambiata col cambiare delle stagioni contestualizzando la presentazione della sala al momento della visita. Nella cucina del Re, invece, un cinghiale attende di essere macellato mentre damigiane, bottiglie, selezioni di amari e aperitivi d'epoca affollano le scansie lignee della someglieria reale, grazie anche a un prezioso prestito del Museo Martini & Rossi di Storia dell'Enologia di Pessione e alle bottiglie anni Trenta pervenute tramite la famiglia Scalva. In ogni sala il visitatore è accolto da apparati didascalici predisposti su un supporto di cristallo bifacciale: da un lato l'immagine di un inserviente in livrea (il capocuoco, il macellaio, il valletto di sale, il somegliere) mentre dall'altro sono riportate le informazioni sugli ambienti e sui personaggi.
Al piano superiore, ovvero nell'Appartamento di Madama Felicita, sono presentati degli esempi di apparecchiatura per il the, la colazione e le tavole reali. La Tavola della Regina Elena sarà in seguito aggiornata con altri apparecchiati in modo da creare nuove occasioni di visita a questo percorso, al quale presto potrebbe essere connesso, sotto la formula di visita speciale, la grande Sala da Pranzo dell'Appartamento dinastico del Primo Piano Nobile.
Un volta termianta la visita a Palazzo Reale, il consiglio è di concedersi una pausa gastronomica al Ristorante "Del Cambio", sintesi purisisma dell'animo sabaudo, per rivivere le atmosfere di un tempo assaporando i sapori intensi e delicati dell'antico Piemonte. Il tutto magari stando a sedere proprio nel posto che fu del Conte Cavour, il suo più fedele frequentatore, che dal suo tavolo era solito controllare la facciata di Palazzo Carignano.
All'ingresso del percorso il coup de theatre viene dato dalla visione della grande caldaia pronta a divorare tra le fiamme la pila incredibile di mobili di scarto del Palazzo, tra cui anche pezzi palagiani, considerati ormai legna da ardere. L'impostazione dell'allestimento è tutta all'insegna della riproposizione del vissuto. Gran parte degli utensili in mostra sono stati collocati al loro posto nei locali di appartenenza. Nella dispensa del Re, ad esempio, sono visibili gelatiere di ogni dimensione, mentre il dondale è dominato scenograficamente dalla mezzana di bue appeso al soffitto. Nei piani di cottura a parete della Cucina del Principe è stato invece ricreato l'angolo del cioccolato, suggerendo l'uso delle cioccolatiere con l'aiuto di mock up, che simulano le colature della gustosa vivanda tanto amata nella corte torinese.
Sui tavoli e nelle scansie si possono ammirare modellini delle vivande: verdura di stagione, pani, grissini, forme di formaggio. Nella dispensa del Principe si è scelto però di esporre solo frutta e verdura di stagione autentica, che viene cambiata col cambiare delle stagioni contestualizzando la presentazione della sala al momento della visita. Nella cucina del Re, invece, un cinghiale attende di essere macellato mentre damigiane, bottiglie, selezioni di amari e aperitivi d'epoca affollano le scansie lignee della someglieria reale, grazie anche a un prezioso prestito del Museo Martini & Rossi di Storia dell'Enologia di Pessione e alle bottiglie anni Trenta pervenute tramite la famiglia Scalva. In ogni sala il visitatore è accolto da apparati didascalici predisposti su un supporto di cristallo bifacciale: da un lato l'immagine di un inserviente in livrea (il capocuoco, il macellaio, il valletto di sale, il somegliere) mentre dall'altro sono riportate le informazioni sugli ambienti e sui personaggi.
Al piano superiore, ovvero nell'Appartamento di Madama Felicita, sono presentati degli esempi di apparecchiatura per il the, la colazione e le tavole reali. La Tavola della Regina Elena sarà in seguito aggiornata con altri apparecchiati in modo da creare nuove occasioni di visita a questo percorso, al quale presto potrebbe essere connesso, sotto la formula di visita speciale, la grande Sala da Pranzo dell'Appartamento dinastico del Primo Piano Nobile.
Un volta termianta la visita a Palazzo Reale, il consiglio è di concedersi una pausa gastronomica al Ristorante "Del Cambio", sintesi purisisma dell'animo sabaudo, per rivivere le atmosfere di un tempo assaporando i sapori intensi e delicati dell'antico Piemonte. Il tutto magari stando a sedere proprio nel posto che fu del Conte Cavour, il suo più fedele frequentatore, che dal suo tavolo era solito controllare la facciata di Palazzo Carignano.
Marcella Gaudina
Marcella Gaudina - Libero News
| Data: 5/11/2009 | Visto: 7402 |
Powered by


| Voli | auto | hotel | vacanze | case |
| Correlati | Foto |
Piemonte, gusto e prelibatezze
Piccoli consigli per assaporare le meraviglie locali
La Torino sotterranea
Viaggio nel sottosuolo della vecchia capitale italiana
Torino, il leggendario Libro ...
Un libro sacro e leggendario conservato nel museo...


